ANNO SCOLASTICO 2000/2001 - AMBIENTE

 

LAVORO COLLETTIVO SUGLI ALBERI

Il patrimonio arboreo del nostro territorio di anno in anno sta sempre diminuendo, infatti se ci guardiamo intorno di alberi ne vediamo sempre meno. Le nostre campagne assomigliano sempre più a terreni piatti e deserti. Gli animali hanno sempre meno luoghi in cui vivere, riposarsi, riprodursi. Continua a crescere la sproporzione enorme tra gli alberi che si piantano, pochi, e quelli che si abbattono o muoiono, molti. Difendere gli alberi esistenti, soprattutto quelli pregiati, quello con elevato valore a ambientale e paesaggistico, è necessario ed utile. Se vogliamo proteggere una presenza indispensabile alla nostra vita, la strada da percorrere è quella di piantare più, molti più alberi. La qualità della vita degli alberi dipende molto da noi. Noi abbiamo il dovere di tutelarli, ma anche il dovere di riprodurli, di ridargli parte degli spazi che gli abbiamo sottratto.

Gli alberi

Gli alberi ci possono dare tantissime cose che possono servire anche alla salute. Ci danno i frutti come le mele, le pere, ecc; ci danno il legno per fare sedie, tavoli, matite e anche le porte; ci danno l’aria pura e perfino l’ossigeno per respirare.

Vi prego, cari uomini, non abbattete gli alberi, non incendiate i boschi, ma fate una cosa bella: rispettate la Natura!.

Cronaca ecologica

Corsa contro il tempo per impedire la catastrofe ambientale.
La petroliera Jessica spaccata in due da un’onda più lunga delle altre.
Il capitano è rimasto ferito e con lui cinque membri dell’equipaggio.
La petroliera Jessica arenata alle Galapagos.
Fuoriusciti dalla petroliera circa 8.000 litri di carburante.
La chiazza oleosa raggiunge le spiagge dell’arcipelago di Darwin.
Galapagos, paradiso perduto?
PROCLAMATO LO STATO DI EMERGENZA.

L'inquinamento in prosa.....

L’aria diventa sempre più irrespirabile a causa dei numerosi gas di scarico immessi nell’atmosfera. Specialmente nelle grandi città, l’inquinamento va superando il livello di guardia minacciando la nostra salute.
Ormai in tutte le grandi città industriali le ciminiere delle fabbriche e le marmitte delle automobili, dei camion e di altri mezzi di trasporto scaricano quantità enormi di gas inquinanti.
I polmoni dell’uomo, il verde pubblico, il mare ne risentono enormemente; molti giovani circolano in motorino portando la bendina protettiva sul volto per difendersi dai tubi di scappamento delle auto, anche se poi contribuiscono con le marmitte dei propri ciclomotori a rendere l’aria poco salubre.
I prodotti inquinanti utilizzati dall’uomo hanno delle ripercussioni negative sul clima: è facile notare come, da un po’ di tempo, si passi dal caldo afoso dell’estate al freddo rigido dell’inverno; inoltre le previsioni per il futuro sono di lento riscaldamento del globo terrestre con una temperatura che salirà di due gradi nel 2100.
Se ciò davvero avvenisse si produrrebbero effetti catastrofici: spostamento della vegetazione, sia in latitudine che in altitudine che lascerebbe sempre più spazio alle città e le pianure si trasformerebbero in steppe desolate; i ghiacciai montani si ridurrebbero, i ghiacciai polari di scioglierebbero, facendo innalzare il livello del mare che andrebbe a sommergere le arre abitate da milioni di persone. Scomparirebbero le piccole isole.
Questo scenario apocalittico era stato evidenziato già durante un convegno internazionale sull’emergenza del pianeta Terra svoltosi a Rio de Janeiro nel 1992.

 

...e in poesia.

 

NON VORREI L’INQUINAMENTO

Io vorrei più pulita la terra
senza l’effetto serra,
senza sporcizia
che ci vizia.
Non vorrei l’inquinamento
del suolo,
neanche al Polo.
Non vorrei l’inquinamento
del mare
perché può provocare  danni
per molti anni.

( Mohamed Lotfallah)

Le centrali nucleari

C’erano i girasoli: arrivò una centrale nucleare all’uranio ed ora c’è un deserto di  morte.

Circa un anno fa a Civaux, nel cuore della Francia, è entrata in funzione una centrale nucleare all’uranio per produrre energia. Nel campo dove è sorta la centrale crescevano rigogliosi girasoli. Dopo un po’ di tempo si accorsero che i girasoli non esistevano più e al loro posto c’era un campo morto perché i girasoli erano stati bruciati e accartocciati dal fumo della centrale. La morte dei girasoli era stata causata dai fumi tossici all’uranio. Gravi i danni prodotti dall’inquinamento in quella zona.

L'emergenza "Mucca pazza"

STOP ALLA MUCCA PAZZA

Da molto tempo sentiamo parlare del morbo della “mucca pazza", il cui nome scientifico è “encefalopatia spongiforme bovina", indicata con la sigla B.S.E.
Questa malattia colpisce il cervello e lo trasforma in una massa spugnosa. E’ causata, secondo gli scienziati, da un “prione”, cioè da una proteina, ed è pericolosa anche per gli esseri umano che mangiano carne bovina infetta, provocando una gravissima malattia detta “morbo di Jacob”. Questo morbo si manifesta nell’uomo anche dopo alcuni decenni. 

La causa della malattia è la scorretta alimentazione dei bovini che, da erbivori, sono diventati, per mano dell’uomo, onnivori. Infatti gli animali, anziché mangiare foraggio sano, vengono nutriti con farine alimentari ricavate da carni, frattaglie e ossa di ovini, come le pecore, che erano affetti da B.S.E. Per debellare questa malattia bisogna osservare alcune regole:
-  Vietare in modo severo l’uso di farine alimentari ricavate da animali malati;
-  È importante che gli allevatori siano onesti;
-  Che i consumatori siano informati e non facciano uso di troppa carne;
-  Bisogna invece consumare in abbondanza frutta e verdure fresche, coltivate in modo sano.

 

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